Fonte: Ufficio Stampa Città del Teatro
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La stagione della Città del Teatro, a Cascina e San Giuliano Terme, prosegue lungo quel filo rosso che lega un gruppo crescente di spettatori ad un progetto artistico in controtendenza rispetto ai cliché dei cartelloni convenzionali.
Sono gli appuntamenti di un teatro che, nell’era della volgarità, non vuole sottomettersi alla stupidità plebea o allo snobismo intellettuale, orgoglioso di rappresentare ancora un’occasione irripetibile per sconfiggere la solitudine, arricchire l’intelligenza, condividere con gli altri la propria sensibilità sociale e personale.
Un teatro che nonostante le difficoltà resiste in un percorso d’arte e d’impegno civile, rappresentato in un luogo di incontro/scontro tra le idee, un luogo che mescola segni e culture, proponendo le diverse forme in cui l’immaginario contemporaneo manifesta necessità di bellezza, d’indignazione e d’utopia.
In questo cammino alcuni artisti sfidano la crisi, la marginalità che, attraverso le televisioni, il potere sembra imporre alla cultura, ridotta a strumento di manipolazione mediatica, di derisione politica e di imbarbarimento sociale. Sono artisti che condividono visioni e narrazioni con un proprio pubblico: la spietatezza della satira, i drammi dell’indifferenza contemporanea, le immagini violente o surreali di un’epoca che ingarbuglia sapienza e follia, orrori, idee di futuro e nuove possibilità.
Come sempre, in un teatro rivolto al rischio culturale e all’innovazione generazionale, saranno presenti maestri e giovani artisti, teatro contemporaneo e comico d’autore, ripercorrendo un repertorio di presenze che si rinnovano attraverso le proprie invenzioni sceniche: Emma Dante, Pippo Delbono, Alessandro Bergonzoni, Enzo Moscato, Lello Arena e Roberto Herlitzka, Ascanio Celestini, per citarne solo alcuni e tacere i nomi di altri artisti e musicisti che, da new entries, comporranno quello strano mix di sapori che identifica il nostro modello, sempre più riprodotto da molti imitatori.
La stagione si inaugura in gennaio con Re Nudo, l’ultima produzione di Sipario Toscana scritta e diretta da Alessandro Garzella. Un’opera di teatro politico che rappresenta gli inganni e le prigionie delle nostre esistenze, sottoposte ad un bombardamento di immagini, alla falsificazione della nostra stessa identità.
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