Di Lorenzo Corradi, www.amaranta.it
Bye-bye play-off. Il Livorno esce sconfitto 3-2 in maniera rocambolesca a Padova e dà matematicamente addio alle residue speranze di agganciare un posto per gli spareggi. Il risultato di per sé è ingiusto, perché minimo un pareggio non sarebbe stato affatto uno scandalo ed anzi gli amaranto hanno creato senza dubbio di più; il problema è che bisogna analizzare (lo faremo in un altro momento) l’intera annata e rimpiangere i punti persi contro squadre ampiamente alla portata di Dionisi e compagni.
Tornando a quanto accaduto all’ “Euganeo”, l’incontro è stato senza dubbio molto bello e spettacolare, con i protagonisti che neanche sembravano sentire il caldo che dominava a Padova, degno insomma dello spareggio che effettivamente era. Padova d’assalto con uno spregiudicato 4-3-3 e Livorno che rispondeva col classico 4-4-2, ma votato anch’esso all’attacco. Ed infatti nel primo tempo i migliori in campo sono stati senza dubbio i due portieri, decisivi in più circostanze. Al 6′ sforbiciata di Iori a lato non di molto, poi al 9′ primo intervento di De Lucia che respinge una conclusione di Ardemagni. Due minuti dopo noie per Schiattarella dopo uno scontro di gioco ed entra D’Alessandro.
Al 14′ clamorosa occasione per Danilevicius: tiro dalla distanza ribattuto da Cano, Dionisi viene anticipato, palla ancora al lituano che da due passi spara addosso all’estremo difensore veneto. Poi è De Lucia ad esibirsi due volte tra il 19′ ed il 20′, abbassando la saracinesca prima sul tiro dal limite di El Shaarawy e poi su Legati lasciato liberissimo di colpire in piena area. Il Livorno reagisce bene e riprende a far male ad una difesa di casa tutt’altro che irreprensibile.
Al 27′ super Cano su testata di Danilevicius dopo un cross da destra di D’Alessandro. Patavini che reclamano un rigore al 38′ per un possibile fallo in uscita di De Lucia su Ardemagni, ma sono ancora i labronici a sfiorare il gol al 42′: assist rasoterra di Dionisi per Danileicius che è troppo dietro la palla per poter colpire a porta vuota. Inerzia pro Livorno anche a inizio ripresa: al 51′ tiro da fuori di Dionisi, Cano interviene goffamente con le mani e poi salva miracolosamente di piede all’altezza della linea di porta; al 56′ è la volta di Barusso da oltre venti metri e traversa piena.
Porta stregata? Fino al 59′: Iori per Danilevicius, controllo e tiro del lituano da posizione decentrata che fa secco il portiere. Il Padova va subito all’offensiva, ma tre minuti più tardi rischia di prendere quello che sarebbe stato il colpo del definitivo ko: azione Barusso-Dionisi-Barusso, tiro del ghanese e prodezza plastica di Cano che alza in angolo. Non arriva lo 0-2, mail pareggio biancoscudato sì. Dopo un rigore chiesto per fallo di mano in area di Barusso, al 68′ Guida concede una punizione dal limite: tocco corto di Cuffa per De Paula e gran tiro su cui De Lucia non può far niente.
Le squadre tornano a giocarsela alla pari e la rete di una delle due sembra nell’aria; il Livorno spreca qualcosina e viene punito al minuto 82′ da Cuffa, che piazza un “piattone” dai sedici metri che s’insacca alla sinistra di De Lucia. Potrebbe essere finita e invece il Livorno si rialza alla grande quattro minuti più tardi: punizione di Iori, testa di Danilevicius che non lascia scampo a Cano. Intanto Novellino ha inserito Tavano per Barusso ed il casertano sfiora la rete al 89′ di destro e gran volo a mandare in angolo di Cano.
Il Padova nel giro di due minuti passa così dallo spavento alla gioia, perché nel primo dei quattro minuti di recupero Lambrughi commette, secondo Guida, un fallo su Ardemagni su un traversone innocuo di Legati; un rigore che capitan Italiano si incarica di tirare e realizza rendendo vana l’intuizione dell’angolo di De Lucia. Non c’è tempo per recuperare un’altra volta, in casa Livorno è il momento delle riflessioni, delle autocritiche e, forse, di qualche processo.
