Di Massimo Masiero, www.costaovest.info
La crisi continua a battere forte nella provincia di Livorno e non si vedono segni di ripresa. Il rapporto sull’economia nel 2010 del centro studi e ricerche della Camera di Commercio, curato da Renzo Pratesi, Raffaella Antonimi, Guido Cei, Federico Doretti e Silvia Piccini, presentato stamani e commentato dal presidente dell’ente camerale Roberto Nardi sottolinea ancora una volta l’andamento negativo di una congiuntura che non abbandona il territorio e la città e che avrebbe bisogno di interventi programmatori a livello nazionale, ma anche un attento esame a livello locale per dare vita ad un dinamismo, che ancora si fa attendere. E non vi sono segnali positivi anche per il 2011, che nel primo quadrimestre presenta ancora realtà difficili.
Gli iscritti alle liste di disoccupazione al 31 dicembre 2010 erano 40mila 587, il 12,2 per cento in più del 2009, di cui 22.122 donne e oltre 16.480 uomini. Nel 2010 vi sono stati oltre 16mila nuovi iscritti. Curiosità: il dato è apparentemente positivo perché nel 2009 gli iscritti erano stati oltre il 22 per cento. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 6,9 per cento (era il 5,2 nel 2009). Il 55,9 per cento degli iscritti era in possesso della licenza media, il 31,8 del diploma, il 7,4 della laurea, del 4,9 per cento “non è noto il titolo di studio”. Le fasce d’età: il 50 per cento dai 35 ai 54 anni, il 30 dai 15 ai 34 anni e gli ultra55enni in costante aumento percentuale. A Livorno il profilo del disoccupato tipo è di genere femminile, istruzione medio-bassa, età superiore ai trent’anni, con lavori saltuari durante l’anno.
La cassa integrazione guadagni nel 2010 nella provincia di Livorno è stata di 7milioni991mila398 ore, di cui l’84 per cento destinate a operai e il rimanente a impiegati: il 28,2 per cento in più del 2009. Sono colpiti maggioremente l’industria manifatturiera e l’edilizia, l’agricoltura è singolarmente in trend positivo con più l’uno per cento 2.803 imprese con appena lun per cento dle territorio disponibile. Il mercato nel suo complesso: forza lavoro meno 0,1, occupati meno 1,9, persone in cerca di occupazione più 31,9 per cento. Il rapporto analizza la realtà provinciale. Le imprese hanno avuto l’1,01 di crescita sul 2009 (oltre32mila registrate e oltre 28mila attive), oltre il 92 per cento piccole.
Anche l’imprenditoria femminile è cresciuta (più 0,6 per cento) e pure le donne con carica nelle imprese (+0,2). Un salto vero e proprio gli imprenditori stranieri (+13,9), nella maggioranza ambulanti, rispetto agli italiani (+13,1). La produzione industriale è aumentata del 17,2 per cento, e così il fatturato, specialmente quello verso l’estero (più 12,9). L’export poi è cresciuto del 56,4, ma sono diminuiti gli investimenti del 3,5 , mentre sono in crescita del 4,2 per cento i prezzi alla produzione. Il numero degli addetti è rimasto invariato. L’artigianato ancora in affanno e anche nel 2011 non vi sono segnali positivi. Sostanzialmente inalterate le imprese attive, 7milatrecento, la natalità e mortalità, ma diminuisce dell’8,9 per cento il fatturato e anche gli addetti seppur di poco.
I traffici del porto di Livorno sono in aumento del 13,2 per cento, diminuiscono le navi arrivate (meno 0,4), ma crescono (più 6,2) i contenitori, diminuiscono del 2,5 i rotabili (mezzi commerciali) e sensibilmente (meno 9,1) le auto nuove. Positivi traghetti e i croceristi (più 3,4 per cento). Il porto di Piombino: meno 5,1 passeggeri e 4,9 veicoli, aumentano le merci più 25 e navi più 9,5.
Il commercio cala dell’1,5 per cento, quello estero invece cresce vistosamente. Livorno ha un più 35,4 d’import e più 54,9 d’export. Sopravanza nettamente la Toscana che ha più 25,8 e 15,6. E l’Italia che ha più 22,6 e 15,7. Il turismo resta pressoché invariato con oltre 1 milione 207mila arrivi e 8 milioni 114mila presenze. Continua il rastrellamento del credito delle banche con l’aumento delle sofferenze (più 33,39).Aumentano di oltre il 15 per cento i prestiti (più 34,8 alle famiglie) e alle imprese (più 5,8). Diminuiscono del 1,5 i depositi e aumentano gli impiego del 14,8 per cento. Sono 212 gli sportelli bancari.
Sulle pensioni la valutazione è chiara. La provincia ha una popolazione che invecchia rapidamente e con le oltre 105mila pensioni Inps erogate sostiene ancora i redditi di figli e nipoti. Il rapporto è di una pensione ogni quattro abitanti, gli ultrasettantenni sono più del 18 per cento, gli under !4 appena 11,4 per cento. L’importo medio e di 857 euro mensili, più alto della Toscana 8751 euro) e d’Italia (728 euro). Ma fino a quando potranno essere volano per far fronte alle difficoltà di altri familiari. Nel 2010 e 2011 si ridurranno i consumi e si assottiglierà ancora di più il patrimonio familiare. “Per questo occorre una riprogrammazione del territorio – ha sottolineato Roberto Nardi – per fronteggiare la crisi con nuovi progetti”.
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