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A cura di David Di Luca, www.enxerio.com/david

> Lotta ai morosi delle case popolari ed accertamenti sui redditi a Livorno

Di Massimo Masiero, www.costaovest.info

Alle “case popolari” si volta pagina. Comune e Casalp hanno deciso di intensificare i controlli sulle morosità (vi sono casi limirìte di due anni di affitto non pagato) degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Si vuol arginare il fenomeno degli assegnatari, i cosiddetti “furbetti”, che pur disponendo di redditi elevati continuano a non mettersi in regola e contemporaneamente aiutare, con aiuti mirati previsti dai servizi sociali del Comune, le persone in grave stato di indigenza che non riescono a pagare neanche gli affitti minimi. Il piano è stato illustrato a palazzo del Municipo in un incontro con la stampa da Gabriele Cantù, assessore al sociale, Stefano Taddia, presidente Casalp, Alessandro Parlandi, dirigente del settore patrimonio e ufficio casa del Comune e Giovanni De Bonis, programmazione e servizi fabbisogno abitativo.

Nei prossimi giorni partiranno un centinaio di lettere di diffida (ma ne seguiranno altre) ai morosi con redditi più elevati utilizzando anche gli strumenti amministrativi, sfruttando le potenzialità della legge regionale 96 del 1996 e anche le procedure amministrative dell’art.30. In caso di mancato pagamento di due mensilità di affitto è prevista la decadenza dall’assegnazione dell’alloggio con tutte le conseguenze di legge. I morosi sono 1.200 su 6mila 600 appartamenti in affitto. Sono stati attivati complessivamente oltre trecento sfratti, in parte già attuati, per i casi di morosità fino a due anni. Gli interessati dovranno rispondere ai richiami degli enti, mentre continuerà la verifica sulle famiglie. Si sta infatti procedendo all’accertamento dei redditi attraverso l’agenzia delle entrate e il Pubblico Registro Automobilistico. In sostanza si volta pagina per una maggiore equità amministrative e sociale.

“E’ una decisione che vuole fare chiarezza – sottolinea l’assessore – per garantire che gli inquilini che abitano in alloggi popolari ne abbiano diritto e possano pagare canoni d’affitto proporzionati al loro reddito. Anche perché la crisi incalza e l’emergenza abitativa è dirompente in città e il Comune è intenzionato a utilizzare gli alloggi che si renderanno liberi per le esigenze di altre situazioni di disagio per le quali si può intervenire con operazioni di vero e proprio sostegno sociale”.

“I vantaggi dello strumento che la legge ci mette a disposizione – dice il presidente Casalp – sono significativi in quanto sottraggono le procedure di recupero del bene alle norme civilistiche, consentendo all’Amministrazione di agire con propri provvedimenti e propri mezzi con tempi molto più rapidi”.

Il Comune nello stesso tempo effettuerà l’aggiornamento costante degli elenchi delle persone in stato di acuta indigenza, che vivono negli alloggi popolari intervenendo con il pagamento dei canoni d’affitto e le spese condominiali. E’ già stata attivata in città la procedura del canone sociale. Il Comune si rende garante del pagamento di un equo canone d’affitto nei confronti dei proprietari (finora una ventina), che hanno posto a disposizione i loro appartamenti a sostegno delle famiglie in difficoltà. Il fondo è di 110mila euro (50mila del Comune e della Fondazione Cassa di Risparmi e diecimila di privati).

Filed under: Ambiente, Economia, Sociale, , ,

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