Notizie da Livorno

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A cura di David Di Luca, www.enxerio.com/david

Comune e ATL presentano nuovi servizi, navette per lungomare e nuove linee per Montenero e Scopaia

Di Massimo Masiero, www.costaovest.info

Il Comune e ATL mettono a disposizione della città due nuove linee di bus strutturali (attive per tutto l’anno) e due stagionali.- Dal 15 luglio al 15 agosto una navetta collegherà il quartiere Scopaia con il mare.

- A partire dal 15 luglio e per tutto l’anno, in sostituzione del “Pronto bus” tagliato nello scorso gennaio, vengono ripristinate due corse di trasporto locale tradizionale per il percorso Stazione-centro-Montenero, che saranno utili anche ai dipendenti di villa Serena e del Pascoli. Le corse sono extra orario TPL  e solo nei giorni feriali.
- Dal 14 settembre, in concomitanza con l’entrata in funzione dell’orario invernale, si attiva la nuova linea Scopaia-Stazione : una linea utile per tutti i residenti dei quartieri sud est, Scopaia e Leccia che verranno collegati direttamente con la Stazione (lato via Masi) passando da Porta a Terra.

- A partire dall’autunno si riattiva il servizio notturno che collega il lungomare a Calafuria : un servizio navetta che sarà in funzione il venerdì e il sabato in occasione di 20 eventi che si svolgeranno nella discoteca “Calafuria”.
Le novità sono state annunciate nel corso di una conferenza stampa dall’assessore alla Mobilità del Comune di Livorno Maurizio Bettini, alla presenza di Bruno Bastogi, capoarea Studi e Programmazioni commerciali di Atl.
Come ha spiegato l’assessore Bettini, “dopo i micidiali tagli del governo ai trasporti pubblici locali, che hanno comportato una riduzione complessiva delle risorse disponibili nel 2011 di circa il 17,9%, la Regione Toscana e il Comune di Livorno sono intervenuti con un reintegro consistente di tali risorse riducendo il taglio all’8,19%. In particolare – ha evidenziato l’assessore – l’Amministrazione comunale ha immesso, dopo l’approvazione del bilancio preventivo, ulteriori 700.000 euro sui servizi.

“Dopo aver sistemato quasi tutte le criticità che si sono aperte sul territorio – ha precisato Bettini -  l’Amministrazione comunale ha provveduto negli ultimi mesi a studiare ed a aprire una nuova fase in cui la programmazione di nuove linee sperimentali prendesse il sopravvento, indirizzandola prevalentemente alla ricerca di nuovi e maggiori bacini di utenza. Abbiamo pensato a due linee strutturali, una (percorso Scopaia-Stazione) che copre zone densamente abitate da popolazione giovanile, che si muove per lavoro e studio, e in forte aumento demografico; l’altra linea (percorso Stazione-centro-Montenero), a sostituzione del prontobus, per chi si muove (anche qui soprattutto per lavoro) nelle ore premattutine e notturne. Due sono invece le linee stagionali: una dedicata al trasporto verso il mare di popolazione che attualmente non è collegata direttamente e neppure indirettamente con il lungomare; la seconda è mirata ad ridurre il traffico giovanile notturno verso i locali ubicati sul viale Italia e soprattutto sul Romito.”

“L’attività di programmazione – si è avviato alla conclusione Bettini – sta avvenendo mentre gli enti locali stanno predisponendo, insieme con la Regione Toscana, il quadro istituzionale, ossia la gestione associata del trasporto pubblico, in funzione del lotto unico regionale e della nuova gara come prevede la legge regionale di riforma 65/2010. Questa approccio costruttivo che lega – come già detto nella legge di riforma – un insieme di fattori fondamentali (la programmazione di una nuova rete regionale e locale; il lotto unico, il gestore unico) sta maturando in un quadro però di grande incertezza. Il Governo – ha affermato Bettini – da una parte non ha mantenuto fede agli impegni previsti dall’accordo del 24 marzo scorso, con il quale aveva promesso per il 2011 425 milioni di euro per il  TPL. Dall’altra parte ha previsto una manovra di 2 miliardi di euro per questo scorcio di anno e altri 6 miliardi per il 2012. Il carico di questa manovra – ha concluso -  peserà soprattutto sugli enti locali e quindi sulla loro capacità di mantenere il livello dei servizi”.

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Economia a Livorno e provincia. 2010 anno horribilis

Di Massimo Masiero, www.costaovest.info

La crisi continua a battere forte nella provincia di Livorno e non si vedono segni di ripresa. Il rapporto sull’economia nel 2010 del centro studi e ricerche della Camera di Commercio, curato da Renzo Pratesi, Raffaella Antonimi, Guido Cei, Federico Doretti e Silvia Piccini,  presentato stamani e commentato dal presidente dell’ente camerale Roberto Nardi  sottolinea ancora una volta l’andamento negativo di una congiuntura che non abbandona il territorio e la città e che avrebbe bisogno di interventi programmatori a livello nazionale, ma anche un attento esame a livello locale per dare vita ad un dinamismo, che ancora si fa attendere.  E non vi sono segnali positivi anche per il 2011, che nel primo quadrimestre presenta ancora realtà difficili.

Gli iscritti alle liste di disoccupazione al 31 dicembre 2010 erano 40mila 587, il 12,2 per cento in più del 2009, di cui 22.122 donne e oltre 16.480 uomini. Nel 2010 vi sono stati oltre 16mila nuovi iscritti. Curiosità: il dato è apparentemente positivo perché nel 2009 gli iscritti erano stati oltre il 22 per cento. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 6,9 per cento (era il 5,2 nel 2009).  Il 55,9 per cento degli iscritti era in possesso della licenza media, il 31,8 del diploma, il 7,4 della laurea, del 4,9 per cento “non è noto il titolo di studio”. Le fasce d’età: il 50 per cento dai 35 ai 54 anni, il 30 dai 15 ai 34 anni e gli ultra55enni in costante aumento percentuale. A Livorno il profilo del disoccupato tipo è  di genere femminile, istruzione medio-bassa, età superiore ai trent’anni, con lavori saltuari durante l’anno.

La cassa integrazione guadagni nel 2010 nella provincia di Livorno è stata di 7milioni991mila398 ore, di cui l’84 per cento destinate a operai e il rimanente a impiegati: il 28,2 per cento in più del 2009.  Sono colpiti maggioremente l’industria manifatturiera e l’edilizia, l’agricoltura è singolarmente in trend positivo con più l’uno per cento 2.803 imprese con appena lun per cento dle territorio disponibile. Il  mercato nel suo complesso: forza lavoro meno 0,1, occupati meno 1,9, persone in cerca di occupazione più 31,9 per cento. Il rapporto analizza la realtà provinciale. Le imprese hanno avuto l’1,01 di crescita sul 2009 (oltre32mila registrate e oltre 28mila attive), oltre il 92 per cento piccole.

Anche l’imprenditoria femminile è cresciuta (più 0,6 per cento) e pure le donne con carica nelle imprese (+0,2). Un salto vero e proprio gli imprenditori stranieri (+13,9), nella maggioranza ambulanti,  rispetto agli italiani (+13,1). La produzione industriale è aumentata del 17,2 per cento, e così il fatturato, specialmente quello verso l’estero (più 12,9). L’export poi è cresciuto del 56,4, ma sono diminuiti gli investimenti  del 3,5 , mentre sono in crescita del 4,2 per cento i prezzi alla produzione. Il numero degli addetti è rimasto invariato. L’artigianato ancora in affanno e anche nel 2011 non vi sono segnali positivi. Sostanzialmente inalterate le imprese attive, 7milatrecento, la natalità e mortalità, ma diminuisce dell’8,9 per cento il  fatturato e anche gli addetti seppur di poco.

I traffici del porto di Livorno sono in aumento del 13,2 per cento, diminuiscono le navi arrivate (meno 0,4), ma crescono (più 6,2) i contenitori, diminuiscono del 2,5 i rotabili (mezzi commerciali) e sensibilmente (meno 9,1) le auto nuove. Positivi traghetti e i croceristi (più 3,4 per cento). Il porto di Piombino: meno 5,1 passeggeri e 4,9 veicoli, aumentano le merci più 25 e navi più 9,5.

Il commercio cala dell’1,5 per cento, quello estero invece cresce vistosamente. Livorno ha un più 35,4 d’import e più 54,9 d’export. Sopravanza nettamente la Toscana che ha più 25,8 e 15,6. E l’Italia che ha più 22,6 e 15,7. Il turismo resta pressoché invariato con oltre 1 milione 207mila arrivi e 8 milioni 114mila presenze. Continua il rastrellamento del credito delle banche con l’aumento delle sofferenze (più 33,39).Aumentano di oltre il 15 per cento i prestiti (più 34,8 alle famiglie) e alle imprese (più 5,8). Diminuiscono del 1,5 i depositi e aumentano gli impiego del  14,8 per cento. Sono 212 gli sportelli bancari.

Sulle pensioni la valutazione è chiara. La provincia ha una popolazione che invecchia rapidamente e con le oltre 105mila pensioni Inps erogate sostiene ancora i redditi di figli e nipoti. Il rapporto è di una pensione ogni quattro abitanti, gli ultrasettantenni sono più del 18 per cento, gli under !4 appena 11,4 per cento. L’importo medio e di 857 euro mensili, più alto della Toscana 8751 euro) e d’Italia (728 euro). Ma fino a quando potranno essere volano per far fronte alle difficoltà di altri familiari. Nel 2010 e 2011 si ridurranno i consumi e  si assottiglierà ancora di più il patrimonio familiare. “Per questo occorre una riprogrammazione del territorio – ha sottolineato Roberto Nardi – per fronteggiare la crisi con nuovi progetti”.

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