>Palio dell’Antenna, trionfa il San Jacopo

Di Michela Giorgi 

Il San Jacopo è stato il rione vincitore della gara remiera del Palio dell’Antenna disputata nella serata del 28 luglio.
Una vittoria ostacolata fino alla fine dal Venezia e dall’Ovosodo che ha conquistato il successo al Palio Marinaro.
Nelle gozzette a 4 remi ha trionfato l’Ardenza la Rosa anche se contrastato dal Montenero.

Il tradizionale evento è stato iniziato dal Corteo Storico La Livornina, che ha rievocato usi e costumi della Livorno del ‘700.

Il Palio dell’Antenna tra tradizione e cultura livornese. Il Palio dell’Antenna risale a prima della fondazione di Livorno, quando esisteva l’usanza di festeggiare gli eventi con una regata.

Fino al secolo XV, tale regata che si svolgeva per celebrare la festa della Madonna, veniva organizzata e finanziata dal nobile di un rione che, così, acquisiva il diritto di vedere impiantata l’antenna di scalata nelle acque del fosso prospiciente la propria abitazione.

La tradizione del Palio continuò fino al secolo successivo divenendo una gara poco leale con veri e propri arrembaggi.
Il Palio venne conosciuto anche al di fuori della città di Livorno per tutto il ‘700 e l’800.

Da ricordare la regata del 30 gennaio del 1605 che fu disputata fra barche di Galere da guerra per volere di Ferdinando I, nelle acque davanti alla Fortezza nuova, oggi Scali delle Cantine, per solennizzare l’immissione dell’acqua nei nuovi fossi contornanti le mura cittadine.

La regata lungo le mura si concludeva con l’arrampicata all’antenna, un palo alto dieci metri infisso nelle acque del fosso fra Pontino e Fortezza, dove il “montatore” più veloce a salire lungo quattro corde tese conquistava un drappo rosso.
Il 12 gennaio 1612 fu disputata una giostra marinara di fronte alla Fortezza Vecchia in onore del Nunzio pontificio, cardinal Taverna.

Il cardinale fece preparare spade, calzette, stoffe per fare giubboni da offrire in premio al vincitore oltre al drappo o palio.

Il 21 maggio del 1766 per celebrare l’arrivo del nuovo Granduca Leopoldo venne organizzata una grande “festa d’acqua” che si svolse nello specchio di mare del porto mediceo.

Per la circostanza intorno alla darsena fu preparata una grande tribuna a semicerchio al centro della quale era situato il palco reale guarnito di ornamenti.

La gara doveva svolgersi alle 6 del pomeriggio e il Palio veniva collocato sopra l’antenna posta al centro del tratto di mare antistante il porto e di fronte al palco reale.

Le quattro imbarcazioni che gareggiavano al palio dovevano remare attorno al bacino tre volte, quella che terminati i giri riusciva con un suo componente dell’equipaggio a salire sull’antenna e a prendere la banderuola aveva vinto il Palio.
Tra il sette e ottocento la gara si svolgeva quasi sempre nelle acque interne, specialmente l’8 settembre, in un tratto del Fosso Reale su cui si affacciava il palazzo del negoziante che di volta in volta finanziava l’evento sportivo.

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