> “La parola ed il segno” sull’8 settembre alla Circoscrizione 4

Di Michela Giorgi

Alla circoscrizione 4 in via Menasci, venerdì 7 settembre alle ore 16, si è svolta l’iniziativa “La parola e il segno” incentrata sull’8 settembre 1943. Sono intervenuti Mario Tredici, Assessore alle Culture del Comune di Livorno, Catia Sonetti, Direttore dell’ISTORECO e il disegnatore Marco Ficarra.

L’incontro è stato effettuato per ricordare una data importante parlando di un avvenimento molto significativo prendendo spunto dal fumetto con la presenza di un disegnatore affermato come Marco Ficarra e dall’immagine alla parola letteraria con Catia Sonetti. E’ un’iniziativa promossa dal Comune, con collaborazione con ISTORECO E ANPI di LIVORNO.

Mario Tredici ha introdotto l’incontro sottolineando che l’8 settembre è una data tragica che certifica il crollo di uno stato, ma comunque l’Italia non si è perduta trovando nei suoi cittadini la risposta alla tragedia.

L’Assessore ha ricordato che l’Italia era un paese distrutto a causa della seconda guerra mondiale ma dopo si è ricostruito diventando più avanzato.

Marco Ficarra ha detto che attraverso il libro a fumetti che lui ha realizzato racconta la storia di Giocchino Virga, uno zio morto in guerra all’età di 21 anni del quale non sapeva molto perché la sua triste vicenda era stata dimenticata e solo nel 2007 Ficarra, grazie al proprio padre che aveva recuperato alcune lettere di Gioacchino che spediva alla famiglia dal campo di concentramento è riuscito a disegnare e immaginare la sua triste storia che ebbe inizio l’8 settembre 1943.

Oltre ad aver preso spunto dalle lettere che lasciavano trasparire la drammaticità dei giorni vissuti in Polonia durante l’inverno del ’44, Ficarra si è ispirato ad alcune fotografie del tenente Vittorio Vialli che l’8 settembre 1943 si trovava at Istmia per svolgere la funzione di geologo del canale di Corinto per conto della Marina Militare Italiana e che fu catturato il giorno seguente dai tedeschi e deportato in vari campi di concentramento in Germania e in Polonia.

Il tenente appassionato di fotografia aveva con sè una piccola macchina fotografica che era costretto a nascondere dalla vista dei tedeschi e con la quale ha fotografato la vita quotidiana durante la prigionia.

Ficarra ha inoltre spiegato che ha scritto il libro a fumetti perché ha sentito l’esigenza di far conoscere anche ai ragazzi che frequentano la scuola la storia degli internati militari, perché purtroppo nei programmi scolastici questo avvenimento non viene approfondito.

Ficarra ha continuato dicendo che ha fatto il viaggio nei luoghi dove sono stati deportati Vialli e Gioacchino, riuscendo a trovare il posto nel quale è stato sepolto il suo parente.

Questo viaggio che ha fatto insieme ai figli del tenente Vialli, Silvana e Bruno è raccontato in un sito: http://www.unastoriainviaggio.org/

Dopo di che è intervenuta Catia Sonetti che ha fatto alcune riflessioni sul significato dei racconti riguardanti l’8 settembre con le parole e le immagini, analizzando i diari editi dal comune di Livorno di Alberto Pacini e di Gherardo Del Nista ed i romanzi di letteratura come quello di Luigi Meneghello e di Beppe Fenoglio.

Inoltre la Sonetti ha fatto alcuni riferimenti al film capolavoro dal titolo “Tutti a casa” del 1960 e diretto da Luigi Comencini con Alberto Sordi che narra l’8 settembre e i mesi successivi a quella tragica data.

 

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