>Una triste storia di Natale, l’alberello oltraggiato di piazza Cavour

Di Massimo Masiero, www.costaovest.info

albero_natale01Questa è la storia amara di Natale, quella di un albero che non era bello, alto, dal tronco robusto e imponente, pieno di luci che illuminavano tutta la piazza come ce n’erano una volta. E’ la storia di un alberello stenticchio, dai rami radi cresciuti su un tronchetto esile che sembrava volesse dire a tutti i cittadini “scusatemi, ma di più non posso, non ce la faccio a tenermi ritto”.

E così aveva la cima di pochi metri d’altezza un po’ piegata. Sembrava guardare con soggezione, poco più in là, la statua imponente del conte di Cavour,che lo sovrastava e che gli voltava ostentatamente le spalle possenti e quel corpaccione grasso e obeso. Eppure ormai era stato messo lì, lui così misero e stenterello nel periodo meno propizio per i cittadini a far festa, ma si consolava perché era la copia più o meno perfetta di una città in crisi e un po’ sciatta.

Una città dove pur trionfa l’indifferenza di coloro che hanno lavoro certo e buone prebende e se ne fregano di chi non ha altro che disoccupazione continua e arriva appena alla fine del mese, mentre aumentano le file di color che sono costretti a fare la fila alla Caritas. Il povero alberello ha anche pensato di essere un po’ il simbolo dei tempi che corrono, del degrado, dell’egoismo dilagante, ma si accontentava ormai di trasmettere un po’ di felicità con quei rami appena addobbati da semplici nastri e fiocchi rossi con poche luci e una stella cadente che più cadente non si può. Se ne stava lì tranquillo in attesa dell’anno nuovo, in punta di rami sperando in un più felice 2013.

Poi all’improvviso, nella tiepida notte che precedeva l’annuncio della nascita di Gesù bambino nella mangiatoia, si è visto avvicinare da un gruppo di ragazzi. Ha detto “Ecco che qualcuno finalmente sì è ricordato di me ed è venuto a farmi festa”. Scherzavano tutto intorno e avevano cominciato a saltellare. Quel piccolo abete li ha guardati meravigliato. Quei giovanetti si divertivano a giocar a “rubabandiera”.

Soltanto che non c’erano bandiere da cogliere , ma solo gli addobbi da staccare dai rami e gettare per terra. E’ inorridito. “Adesso mi buttano giù”. Ha pensato. In pochi minuti si è ritrovato spogliato delle decorazione e delle luci più basse. Poi quei vandali se ne sono andati scherzando e schiamazzando felici della loro bravata e lui è rimasto lì un po’ piegato e un po’ malcolcio fino a dopo Natale e Santo Stefano, mentre tutto intorno riprendeva il passeggio della città più o meno indaffarata. In attesa che qualcuno facesse giustizia.

Il fatto fortunatamente non è passato inosservato. Il caso dall’alberello di Natale di piazza Cavour è esploso su Fb e Twitter. Tanti cittadini hanno postato il loro sdegno e solidarizzato con il piccolo abete, che a Natale ha subìto l’oltraggio dei vandali. E qualcuno si è ricordato di quando in passato l’albero di Natale svettava in pieno centro per alcune decine di metri, vero orgoglio dell’intera città e l’amministrazione civica ugualmente orgogliosa di far festa con le categorie del commercio che lo facevano giungere su un autoarticolato di dimensioni “gigantesche” dalle montagne pistoiesi per offrirlo alla città. Allora le vendite tiravano e la crisi non batteva alle porte con tutte le sue conseguenze. Ma si sa i tempi cambiano e con loro anche gli alberi natalizi.

 

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