Presentazione del libro “Lavoricidi italiani”

Di Michela Giorgi

Il volume è disponibile su Amazon.it

20 sono i giovani autori che hanno scritto il romanzo cooperativo edito da “Miraggi edizioni”, Lavoricidi Italiani nel quale viene narrata in altrettante 20 storie che ne formano una sola la lotta quotidiana che i protagonisti sono costretti ad affrontare nel mondo del lavoro.

Il titolo lavoricidi significa uccisioni del lavoro, dei suoi valori ma anche della vita.
Lavoricidi come “lavoratori aspiranti suicidi” solo per il fatto di averlo un cosiddetto “lavoro”.

A presentare il libro alcune delle autrici Silvia Conforti, Sandra Mazzinghi e Guendalina Tambellini con l’intervento del videomaker e scrittore Marco Sisi alla libreria Feltrinelli, venerdì 22 febbraio, alle ore 18.

Marco Sisi ha spiegato che i 20 autori scrivendo questo libro hanno svolto un compito originale e coinvolgente raccontando il problema del lavoro attraverso storie che si incrocraciono in modo interessante e soprattutto umano.

L’attrice Guendalina Tambellini che è l’autrice del racconto “Un pesce fuor d’acqua” che narra la storia di alcuni giovani che cercano di realizzare un sogno ed è alla sua prima esperienza come scrittrice ha ricordato che Lavoricidi italiani nasce dall’idea di Jonathan Arpetti e Paolo Nanni, che sono i “registi” di questo progetto di scrittura collettiva e sociale oltre ad essere tra gli autori.

La Tambellini ha proseguito dicendo che questo romanzo cooperativo prende l’ispirazione dai film di Robert Altman perchè sono 20 racconti collegati tra di loro con dei crossover, cioè un racconto la cui trama attraverso i protagonisti si intreccia negli altri racconti.

La scrittrice Silvia Conforti ha parlato del suo racconto dal titolo “L’anticiclone” in cui narra la storia di una donna matura che si divide tra il lavoro di mediatrice culturale e la famiglia composta da due figli grandi, una nipotina che deve accudire poiché la figlia (madre della bambina) lavora svolgendo una professione precaria e i due genitori anziani non autosufficenti seguiti da una badante polacca, Magda.

Mentre la storia di Magda dal titolo “Bada ben” è scritta dalla giornalista e scrittrice Sandra Mazzinghi che ha descritto questo personaggio come una donna straniera sposata da sette anni che racchiude nel cuore un passato doloroso ed è indotta a lasciare il suo Paese dove ormai la vita è troppo difficile trasferendosi da sola in Italia.

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