Piuss, al via il Cantiere della Dogana D’Acqua

Fonte Comune di Livorno

edificio 2_1_dogana_acqua_piussDomani, martedì 19 marzo alle ore 13.30 si inaugura il cantiere della Dogana d’Acqua inserito nei PIUSS.

Appuntamento sugli Scali della Dogana d’Acqua, angolo via del Cedro (dirimpetto caserma Lamarmora).
Entra dunque in fase di realizzazione un altro progetto PIUSS teso alla valorizzazione del patrimonio storico-architettonico della città, dopo la posa della prima pietra, nel dicembre scorso, del cantiere dello Scoglio della Regina e a gennaio del futuro polo culturale dei Bottini dell’Olio.

Il progetto è teso al restauro dell’importante complesso Dogana d’Acqua, “gemello” di quello dello Scoglio della Regina quanto a destinazione d’uso. Infatti, anche il complesso della Dogana d’Acqua sarà un Polo per le Alte Tecnologie per la Logistica e sarà sede dei seguenti Laboratori: Laboratorio delle Tecnologie per l’Ingegneria Civile ed Ambientale, Laboratorio LOGIT (Laboratorio di Logistica della Toscana), Laboratorio SEED (Smart Energy – Efficient Design), Laboratorio PERCRO – SEES (Safety Energy Environment and Security).I lavori sono stati aggiudicati ad un’ATI (capogruppo CLC*) per un importo di € 5.690.848,85 (IVA e oneri sicurezza inclusi).

L’INAUGURAZIONE DEL CANTIERE All’inaugurazione (scali della Dogana d’Acqua, ore 13.30) presenzierà il sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, che porrà la prima pietra.

Alla cerimonia saranno presenti, oltre all’Assessore alla Promozione dei Saperi e delle Relazioni Internazionali e delegato alla gestione dei fondi strutturali PIUSS, Giovanna Colombini, l’Arch. Riccardo Maurri Responsabile Unico del Procedimento; il Prof. Paolo Ferragina, Prorettore Ricerca applicata e innovazione – Università di Pisa; la professoressa Nicoletta De Francesco Prorettore Vicario e Presidente del Polo Universitario Sistemi Logistici di Livorno; l’Arch. Riccardo Lorenzi della Soprintendenza ai Beni Culturali di Pisa; il prof. Marco Raugi, Direttore Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni – Università di Pisa; il prof. Paolo Dario, Istituto di BioRobotica – Scuola Superiore Sant’Anna Pisa; il prof. Massimo Bergamasco Istituto di Tecnologie della Comunicazione, dell’Informazione e della Percezione – Scuola Superiore Sant’Anna Pisa; oltre alle massime Autorità Civili e Militari della città.

LA STORIA DELLA DOGANA D’ACQUA Nel 1835 il Granduca Leopoldo II di Lorena fece erigere le nuove mura doganali e nel 1841 fu costruita la Dogana d’Acqua su disegno dell’Arch. Carlo Reiskammer. La Dogana era un grandioso edificio in macigno basato su un ponte a tre archi, lateralmente furono scavate due darsene, una interna, comunicante attraverso un canale con il Fosso Reale, quella esterna comunicante con il Fosso dei Navicelli che sboccava in Arno a Pisa. Il traffico marittimo/fluviale tra il Porto di Livorno e Pisa era caratterizzato dall’utilizzo di barche dal pescaggio limitato con una grande vela latina dette “becolini”.

Purtroppo l’edificio della Dogana d’Acqua andò completamente distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale che hanno risparmiato parte del ponte a tre archi. Successivamente la darsena esterna fu interrata in occasione della costruzione del tratto di ferrovia che unisce San Marco alla Stazione Marittima, quella interna, non più utilizzata fu interrata nel 1950.

(Giovanni Wiquel, Dizionario di persone e cose livornesi, Livorno U. Bastogi Editore, 1976-1985)

IL RESTAURO Il restauro del sito dell’antica Dogana d’Acqua si avvia con la costruzione del primo dei due edifici previsti, che sorgerà lungo la Via del Cedro a chiusura del bacino est dell’antica darsena. A breve seguirà anche la costruzione dell’altro edificio, che sorgerà sopra le arcate del ponte, sul sedime dell’edificio originario. Alla riapertura del bacino est si procederà in un secondo momento con finanziamenti a carico di un altro Programma.

L’edificio di nuova costruzione si svilupperà orizzontalmente, tenuto conto della considerevole altezza del vicino edificio dell’ex Caserma Lamarmora. La forma semplice del fabbricato sarà rispettosa del contesto storico costituito dalle Mura Lorenesi in cui è inserito, mentre la particolare forma della copertura ne evidenzierà il distacco.
La scelta, suggerita dalla Soprintendenza, è stata quella di far corrispondere la lunghezza del nuovo edificio alla larghezza della darsena originaria, le cui banchine sono state rinvenute durante i saggi esplorativi al fine dei rilievi per il progetto esecutivo, ma solo quella del lato nord adiacente alle Mura Lorenesi è risultata integra.

Il fabbricato avrà in lunghezza ampie vetrate, mentre in larghezza delle parti piene che cromaticamente e per trama, richiameranno le vecchie mura. L’edificio si svilupperà su due piani e tutta l’impiantistica è volta, attraverso le moderne tecnologie, all’integrazione tra il risparmio energetico e la riduzione di sostanze inquinanti, garantendo il confort degli ambienti, ma anche una conseguente ottimizzazione dei consumi; pertanto l’edificio sarà caratterizzato da un ridotto fabbisogno energetico.

Dell’ATI aggiudicataria, Capogruppo CLC ( Cooperativa lavoratori delle costruzioni società cooperativa Livorno) fanno parte:

– CTC (consorzio toscano cooperative società cooperativa Firenze)
– ECO SISTEMA SERVIZI SrL (costruzioni edili eco sistema servizi srl Livorno)
– FRANGERINI (costruzioni edili Frangerini impresa srl Livorno)
– LU.MAR.IMPIANTI Srl (impianti elettrici lu.mar.impianti srl Livorno)
– MARTELLI TERMOIDRAULICA Srl (impianti meccanici martelli termoidraulica srl Livorno)
– LEONARDO (progetto architettonico e coordinamento tecnico società di ingegneria Leonardo srl Pisa)
– LEONARDO STRUTTURE (progetto strutturale società di ingegneria Leonardo srl Pisa)
– AISTUDIO (progetto impiantistico ambiente e acustica ai studio Torino)
– GEOLOGIA (studio di geologia dr. Antonio Liberato Livorno)
– COOPERATIVA ARCHEOLOGIA (indagini geologiche cooperativa archeologia società cooperativa Firenze)

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