Il Voltone di Livorno: presentazione dello studio sulla sicurezza statica dell’antica costruzione

Di Michela Giorgi

piazza della repubblica voltone fortezza nuova

Allegato: Presentazione del progetto (Pdf)

Ieri mattina è stato presentato nell’auditorium di Villa Letizia lo studio sulla sicurezza statica dell’antica volta sottostante piazza della Repubblica, il “Voltone”, iniziato lo scorso anno ed in fase di conclusione.

Hanno partecipato all’incontro l’assessore alla Promozione dei Saperi del Comune di Livorno, Giovanna Colombini; l’ing. Marco Masi, responsabile del settore “Promozione e sostegno della ricerca” della Regione Toscana; la dott.ssa Cristina Padovani del CNR di Pisa (Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione “A.Faedo”); il prof. Massimiliano Lucchesi e l’ing. Daniele Pellegrini del dipartimento di ingegneria Civile e Ambientale (DICEA) dell’Università di Firenze; il geom. Riccardo Omodarme della ditta Igeam – Georadar e Gianfranco Chetoni, dirigente del dipartimento 4 “Politiche del Territorio” del Comune di Livorno.

Presenti anche i presidenti degli ordini professionali livornesi e i professori dell’ Università di Firenze che hanno svolto un lavoro simile, anch’esso finanziato dalla Regione Toscana, per il restauro delle torri medievali di San Gimignano, studiando le murature in modo analogo allo studio del “Voltone”.

Giovanna Colombini ha iniziato l’incontro sottolineando che Livorno è una città nella quale ci sono costruzioni di particolare interesse come il” Voltone” che è un ponte ed è meglio conosciuto come Piazza della Repubblica una delle piazze più grandi d’Italia.L’Assessore ha continuato ricordando che il “Voltone” fa parte del progetto di sicurezza allo scopo di tutelare un patrimonio storico culturale.

Marco Masi è intervenuto dicendo che Livorno è legata a tradizioni storiche oltre a contenere un importante patrimonio culturale ed e anche una città dall’ambiente marino con tutta una serie di problematiche correlate al degrado dei materiali.Masi ha proseguito esprimendo il suo particolare interesse nei confronti della configurazione e dell’analisi delle strutture murarie affermando che per lui questa attività di ricerca ha molto valore.

La dott.ssa Padovani ha illustrato il progetto codice nosa – itaca finanziato dalla Regione Toscana ed applicato allo studio del “Voltone” iniziato a marzo 2011 e tutt’ora in corso.In precedenza il codice nosa era stato applicato a diversi monumenti prevalentemente in Toscana ma anche in Calabria come il Battistero del Duomo di Volterra, l’Arsenale Mediceo di Pisa, il Teatro Goldoni di Livorno, la chiesa Madre di San Nicolò a Noto, la chiesa di Santa Maria Maddalena a Morano Calabro ecc.La Padovani ha spiegato che il codice nosa – itaca è ottenuto integrando il vecchio codice nosa con un codice grafico interattivo open source salome.

La parola è passata al prof. Lucchesi che ha ricordato che la struttura del “Voltone” è stata realizzata intorno al 1850 ed è creata con due muri lungitudinali di altezza variabile sulla quale è impostata la volta che è molto ribassata.

Gianfranco Chetoni ha detto che è stato scelto il “Voltone” per quest’importante iniziativa perchè è un elemento significativo della storia.

Riccardo Dell’Omodarme con l’ausilio di alcune immagini ha descritto l’effettuazione delle indagini che sono state fatte sia sulla superficie della piazza sia all’interno della volta e quest’ultime per la presenza di acqua si sono mostrate più difficoltose.

L’ing Pellegrini ha detto che lo scopo del progetto di ricerca in cui è stato inserito è quello dello studio delle equazioni costitutive per materiali non resistenti a trazioni e lo studio di tecniche numeriche per la soluzione dell’equilibrio di solidi murali con particolare riferimento a quelle che sono state incrementate nel codice di calcolo nosa-itaca che è stato impiegato per studiare il “Voltone” di Livorno e che rappresenta un progetto pilota nel settore dei beni culturali.

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