Compartecipazione alle rette RSA, il T.A.R. ha respinto il ricorso dei parenti di un anziana assistita a Livorno

Fonte Comune di Livorno

Giudicata corretta l’applicazione della Legge Regionale da parte dell’Ente locale
Compartecipazione alle rette RSA, il T.A.R. ha respinto
il ricorso dei parenti di una anziana assistita a Livorno
Il Comune legittimato a chiedere l’ISEE dei familiari degli assistiti
nelle case di riposo per l’eventuale contribuzione alle rette

Livorno, 28 marzo 2013 – Il T.A.R. Toscana ha respinto il ricorso avanzato dalle figlie di una anziana assistita in una RSA livornese contro la richiesta del Comune di Livorno di una compartecipazione da parte dei familiari nel pagamento della retta.
In sostanza, la sentenza del T.A.R. (la numero 478 depositata il 25-3-2013) legittima di fatto il Comune a chiedere l’ISEE dei familiari degli assistiti nelle case di riposo per l’eventuale contribuzione alle rette, in attuazione alla Legge Regionale 66 del 2008 che, all’art.14 prevede appunto che “la quota di partecipazione dovuta alla persona ultrasessantacinquenne ricoverata in una RSA venga calcolata tenendo conto altresì della situazione reddituale e patrimoniale del coniuge e dei parenti in linea retta entro il primo grado”.
Dunque un traguardo  importante per il Comune di Livorno, così come per tutti gli altri Enti locali toscani che hanno adeguato i regolamenti delle proprie RSA sulla base della Legge Regionale 66 e una “risposta” a chi che ha sempre seguito con grande attenzione la questione.
“Siamo molto soddisfatti della sentenza del Tar”, dichiara l’assessore al Sociale Carla Roncaglia. “Al di là del fatto che il rigetto del ricorso conferma la correttezza della linea tenuta nel rispetto della normativa vigente – dice ancora l’assessore –  preme sottolineare che si tratta di un riconoscimento del principio di equità sociale che il Comune ha sempre voluto perseguire nella gestione dei servizi sociali”.
“Il fatto che parenti fino al primo grado, e cioè figli e coniugi con risorse economiche adeguate, possano compartecipare alle spese del parente ricoverato in una Rsa, va a tutto vantaggio dell’anziano che invece non ha nessuno alle spalle e di cui si fa completamente carico il Comune”.
Sulla sentenza è precisato che “La scelta di richiedere l’ISEE per i parenti entro il primo grado è una scelta che nasce dalla legge regionale e doveva essere osservata . E comunque appare anche logica – è scritto ancora sulla sentenza – dal momento che l’anziano autosufficiente non ricoverato risiede stabilmente presso la struttura, e quindi dovendo valutare fino a che punto sia possibile chiedere un suo contributo è opportuno valutare le risorse di cui possono disporre anche quei parenti che in base ad altra previsione sarebbero tenuti agli alimenti”
Nella sentenza è inoltre sottolineato che “l’apparente sproporzione della cifra richiesta dal Comune rispetto ai redditi di cui dispone l’assistita deriva dal fatto che coloro che erano tenuti a produrre il loro ISEE non l’hanno fatto, ed il Comune di Livorno, in mancanza di un riferimento certo, ha dovuto applicare la tariffa massima, che sarà però rivista, come affermato dall’ente locale nella sua memoria, non appena sarà prodotta la documentazione necessaria per fare calcolo conforme alla legge”.
I giudici del T.A.R. hanno tenuto conto, nella loro decisione, anche della recente sentenza della Corte Costituzionale (la n.296 pubblicata il 19 dicembre 2012) che aveva dichiarato “non fondata” la questione della legittimità costituzionale dell’articolo 14 della Legge Regionale 66 del 2008.

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