Presentazione del libro “I Liutai e i Minugiai a Livorno e Pisa nel 1600”, al Circolo Musicale Galliano Masini.

Di Michela Giorgi
i liutai e i minugia foto

Il volume è disponibile su Amazon.it
Nel pomeriggio di sabato 29 giugno, presso il Circolo Musicale Galliano Masini, a Livorno, è stato presentato da Marcello Paffetti, coordinatore della rivista Il Pentagono, il libro edito da Felici e scritto da Michele Montanelli e Clara Errico dal titolo: “I Liutai e Minugiai a Livorno e Pisa nel 1600”.
Presenti all’incontro i due autori.
Paffetti ha introdotto l’evento ricordando di aver scritto oltre alla recensione del libro “I Liutai e Minugiai a Livorno e Pisa nel 1600”, anche le recensioni di altri due libri di Montanelli e Errico: “Il Corallo” e “Carlo Giovanni Battista Pelletier, un lorenese a Livorno”.
Michele Montanelli ha preso la parola spiegando che questo volume è una piccola monografia che illustra, grazie alle documentazioni effettuate in archivio, due particolari attività legate al mondo della musica che si sono svolte dal XVII secolo a Livorno e Pisa, quella dei liutai, artigiani che costruivano gli strumenti a corda sia a pizzico che a sfregamento e quella dei minugiai che fabbricavano “le minugie”, le corde armoniche ricavate dalle interiora degli ovini.
La professione del liutaio si è sviluppata mediante il trasferimento di artigiani stranieri che si stabilirono a Pisa e poi a Livorno, come la famiglia dei Fendt di Fussen, città tedesca nel Land della Baviera, dove l’attività dei liutai era allora molto praticata.
A Pisa era famosa anche la famiglia Checcucci proveniente da Empoli.
Durante la presentazione del libro lo scrittore ha mostrato alcune fotografie di opere d’arte di pittori famosi che ritraggono personaggi dell’epoca con il loro strumento musicale oppure raffigurano solo strumenti musicali, in particolare il liuto.
Alcuni bellissimi dipinti del Caravaggio, il ritratto eseguito da Ludovico Lana che rappresenta Girolamo Valeriani liutista al servizio del Duca di Modena con la tiorba a doppia cordatura, l’iconografia agiografica che riproduce l’immagine di Santa Cecilia, la Patrona dei Musicisti, sono alcuni dei capolavori che dimostrano quanto fosse diffusa a quel tempo l’arte musicale e soprattutto l’uso degli strumenti a corda.

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