Circa 600 studenti in corteo per celebrare la Difesa di Livorno del Maggio 1849

Fonte Comune di Livorno

Si celebreranno venerdì 16 e sabato 17 maggio, le Giornate della Difesa di Livorno, in cui si ricorda l’eroica resistenza della città dall’assedio delle truppe austriache del 10 e 11 maggio 1849.

Il programma delle celebrazioni, promosso dal Comitato Livornese per la Promozione dei Valori Risorgimentali in collaborazione con il Comune di Livorno e numerosi altri enti ed istituzioni, prevede, come da tradizione, sfilate, deposizioni di corone, momenti istituzionali in ricordo del contributo dato dalla città al Risorgimento italiano, cori e balli in costume.

Questo il programma

·         Venerdì 16 maggio

Alle ore 9.30 ritrovo in Piazza Bartelloni (Porta San Marco), che fu teatro della difesa risorgimentale. Qui avranno inizio le celebrazioni con allocuzioni delle autorità e deposizione di una corona alle lapidi dei Caduti. Parteciperanno circa 600 studenti delle scuole della città di ogni ordine e grado. Queste le scuole: Bartolena, Benci, Borsi, Mazzini, Micali, Micheli, Thouar, Liceo Cecioni, Itis Galilei, Iis Buontalenti/ Cappellini/ Orlando; Liceo Classico Niccolini/Palli e Isis Vespucci/ Colombo.
Quindi il corteo dei partecipanti , accompagnato dalla Fanfara dell’Accademia Navale ,  si trasferirà in Piazza Garibaldi ( ore 10.30)  dove sarà deposta una seconda corona alla statua dell’Eroe dei Due Mondi.
Alle ore 11.15 trasferimento in Fortezza Nuova per una corona al busto di Giuseppe Mazzini.  La corona sarà deposta anche  alle lapidi dei caduti risorgimentali che si trovano all’ingresso del Palazzo Granducale in piazza del Municipio.
Alle ore 12 la cerimonia proseguirà a Palazzo Comunale. Nella Sala del Consiglio Comunale saranno ricevuti i rappresentanti delle istituzioni e degli altri Comuni che hanno aderito alle celebrazioni. Tra questi, il Comune di Solferino, dove, in seguito alla battaglia della II Seconda Guerra d’Indipendenza (40mila morti in un solo giorno) fu fondata la Croce Rossa.

·         Sabato 17 maggio

Alle ore 17.15 sono in programma cori, canti e letture di poesie al Gazebo della Terrazza Mascagni.
Alle ore 18 Gran Ballo Risorgimentale in costume a cura della Società di Danza (Circolo Livornese) sempre alla Terrazza Mascagni.
Si potrà assistere in anteprima ad una breve performance del Ballo alle ore 16.30  nella Sala degli Specchi di  Villa Mimbelli (via  San Jacopo in Acquaviva).

Ordinanza
Per consentire lo svolgimento delle iniziative venerdì 16 maggio  saranno in vigore le seguenti modifiche alla viabilità:dalle ore 8 fino al termine delle cerimonie, divieto di sosta con rimozione forzata in Piazza del Municipio, nell’area antistante il Palazzo della Provincia, con soppressione degli spazi di sosta del parcheggio gestito da CoPisa, compreso il tratto (lato edifici) tra via Pieroni e via della Posta; sempre dalle ore 8 – fino al termine delle iniziative – istituzione del divieto di sosta con rimozione forzata in piazza E.Bartelloni;  dalle ore  9.15 ,  per il tempo strettamente necessario al passaggio del corteo,  divieto di transito in via Palestro, in via Garibaldi (tratto compreso  tra via Palestro e Piazza Garibaldi) e in Piazza Garibaldi.

Nota storica
Il “Maggio livornese”. Nel 1848 iniziano in Italia e in Toscana i primi moti risorgimentali. Nei libri di storia si citano spesso le giornate delle eroiche difese di Milano, Brescia, Venezia; meno si ricordano altri avvenimenti come quello che passò alla storia come le due giornate del “maggio livornese”, il 10 e l’11 maggio del 1849.  Livorno era insorta l’anno prima, il 6 gennaio del 1848. Francesco Domenico Guerrazzi, Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini furono i personaggi che a più riprese esortarono i livornesi a continuare nella loro lotta. L’anno dopo, l’11 maggio del 1849, l’armata austriaca comandata dal feldmaresciallo Costantino Hoobreuck, barone d’Aspre, dopo due giorni di combattimenti, entrò in Livorno attraverso una breccia aperta nelle mura tra porta San Marco e porta Fiorentina. Molti livornesi tra cui Enrico Bartelloni detto il “gatto” vennero fucilati, altri, come Andrea Sgarallino che comandava i Bersaglieri della Morte, furono costretti a fuggire. Sgarallino se ne andò in America, dove partecipò in California alla mitica corsa all’oro, per poi ritornare a Livorno e partecipare all’impresa dei Mille guidata da Giuseppe Garibaldi.

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