Presentazione del libro “Cristina Trivulzio di Belgioioso”

Fonte Ufficio Stampa

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La nostra casa editrice, MdS, ha voluto creare un evento tutto al femminile per fare una lettura di genere del libro di cui è autrice Anna Maria Bernieri “Cristina Trivulzio di Belgioioso – Una bellezza assetata di verità  ” e che noi abbiamo deciso di pubblicare . Venerdì 12 dicembre p.v. alle ore 17, presso la libreria Gulliver, in via Buontalenti 28 ci sarà un incontro con l’autrice introdotto da due donne di eccezione, Paola Meneganti, presidente fra l’altro di Evelina de Magistris, associazione operante all’interno del Centro Donna di Livorno e molto attiva sul territorio e Yasmine Cipriani, presidente Fidapa, associazione storica da sempre attenta alla situazione lavorativa femminile,patrocinante dell’iniziativa.

Le letture saranno a cura di Rossana Fatighenti, molto conosciuta e presente negli    ambienti artistici livornesi. La straordinarietà della Belgioioso, la complessità del suo operato si prestano infatti ad essere esaminate con molte chiavi di lettura. Vogliamo solo brevemente ricordare che Cristina Trivulzio di Belgioioso (1808-1871) fu patriota ed intellettuale, donna d’azione con gran temperamento e scrittrice raffinata, giornalista e traduttrice, non a caso Carlo Cattaneo la definì ” La prima donna d’Italia”.

Questa figura eccezionale di donna, interprete indiscussa del Romanticismo europeo, che trattò da pari a pari, per il ruolo nobilissimo che ricopriva, con i massimi esponenti politici ed intellettuali dell’epoca è stata scancellata dai libri di storia. I nostri giovani quando studiano il Risorgimento italiano non sanno neppure chi sia Cristina Trivulzio. Noi riteniamo, invece, che debba essere conosciuta come i Padri della Patria, come Garibaldi, come Cavour e Mazzini. E proprio per questo motivo abbiamo voluto con noi, a parlarne, donne esperte della situazione femminile, sicuramente in grado di assicurare un contributo nel recupero storico della memoria della principessa di Belgioioso.Vogliamo ricordare che un paese non ha futuro, se non c’è cura della memoria del passato

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