“Giselle” al Teatro Goldoni

Ufficio Stampa Teatro Goldoni

Balletto giselle

Sabato 3 gennaio 2015 (alle ore 21) al Teatro Goldoni arriverà “Giselle” del Balletto di Mosca “La Classique”.

Musiche Adolphe Adam
Coreografie Marius Petipa, dopo Jean Coralli e Jules Perrot
Libretto di Jules-Henry Vernoy de Saint-George e Théophile Gautier
Costumi Elik Melikov
Scenografie Evgeny Gurenko Maître de Ballet Evgenia Novikova, Andrey Shalin
Direttore Artistico Elik Melikov

Il più amato dei balletti romantici “Giselle” è popolare oggi tanto quanto lo era al tempo del suo debutto all’ Opéra National de Paris il 28 giugno 1841. Uno spettacolo nato dall’ispirazione dello scrittore Théophile Gautier dal romanzo di Henrich Heine “De l’Allemagne”, opera in cui veniva raccontata, tra le altre, la leggenda delle Villi, spiriti di ragazze morte di disperazione prima del matrimonio, incapaci di trovare il riposo eterno e che di notte coinvolgono i viaggiatori imprudenti in girotondi mortali.
Il compositore scelto per musicare il libretto, scritto in collaborazione con Jules-Henry Vernoy de Saint-George, fu Adolphe Adam, artista di grande fama nella produzione di musiche per balletti. L’ Opéra National de Paris aveva scelto come coreografo Jean Coralli, mentre Gautier e Saint-George, che avevano designato Carlotta Grisi come protagonista, volevano come coreografo il noto Jules Perrot, compagno dell’étoile; Coralli e Perrot collaborarono nella creazione della coreografia, il primo si occupò dei passi dell’ensemble, Perrot curò le parti interpretate dalla Grisi. A differenza di altri balletti, “Giselle” non ha subìto significativi cambiamenti nella coreografia fino al 1868, quando Marius Petipa ne rinnovò la coreografia adattandola alla tradizione della Scuola Russa con la ‘variazione’ di Giselle del I atto, ancora oggi eseguita, e tagli nelle scene mimate.
La trama basata su un tema popolare, caro agli intellettuali di metà ‘800, ha numerosi elementi della corrente del Romanticismo: oltre alla ricostruzione fedele agli eventi storici e alle tradizioni, il soprannaturale, l’amore impossibile desiderato e non vissuto, l’ambientazione crepuscolare. La vicenda racconta l’amore impossibile tra Giselle, giovane contadina, e Albrecht, principe innamorato di lei, ma già promesso a una principessa. Una base perfetta per il balletto, diviso in due atti, che presenta un crescendo di atmosfere e emozioni: nel primo atto, inizialmente allegro e spensierato, tra balli di contadini e paesane, Giselle incontra Albrecht, ma alla fine del primo atto muore di dolore, scoprendo che lui è promesso a un’altra donna; nel secondo atto, più oscuro, Albrecht va a piangere sulla tomba di Giselle, che amava sinceramente, e viene imprigionato nella danza infinita delle Villi, salvato solo dall’intervento dello spirito dell’amata.
Un balletto di grande forza espressiva, spiccatamente originale: le musiche ricreano l’atmosfera in contrasto tra il primo e il secondo atto, le coreografie danno enfasi all’emozione e all’autenticità, richiedendo agli interpreti indiscutibili capacità di caratterizzazione dei personaggi.
La versione del Balletto di Mosca “La Classique” è fedele al balletto originale con le coreografie di Petipa, emblema della tradizione ballettistica russa, e l’interpretazione della Giselle di Nadeja Ivanova è indimenticabile. I costumi di Elik Melikov e le scenografie di Evgeny Gurenko sono ricchi di dettagli e di particolari che donano una veste raffinata ed elegante all’allestimento.

TRAMA
Atto I
Un paesino tra le viti. Il Principe Albrecht si traveste da contadino e corteggia Giselle, una giovane paesana. Albrecht le giura il suo amore, tentando di sottrarla al suo fidanzato Hilarion, e i due ballano gioiosamente. La madre di Giselle le ricorda di non affaticarsi perché è di salute cagionevole. La corte, impegnata in una battuta di caccia, entra nel villaggio per trovare ristoro. Tra i vari componenti di questa, c’è anche la promessa sposa di Albrecht. Hilarion rivela la vera identità del principe: Giselle, perdutamente innamorata, impazzisce e muore per il dolore.

Atto II
Nel mezzo della notte, Albrecht si reca nel bosco dove trova la tomba di Giselle, che amava in modo profondo e sincero. Mentre disperato prega davanti alla tomba della ragazza, Giselle esce trasfigurata in Villi. Mirtha, la regina delle Villi, unisce attorno a sé tutte le Villi e insieme a loro inizia a danzare, irretendo Albrecht in una danza che potrebbe essergli mortale per sfinimento. Giselle interviene, sostenendolo fino all’alba, momento in cui le Villi svaniscono. Albrecht viene salvato dall’amore puro e pieno d’abnegazione di Giselle.

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