Martedì 19 maggio “Giornata del menù senza glutine”

Fonte Comune di Livorno

tutti a tavola tutti insiemeDieta “Gluten-free”, martedì 19 maggio, sui tavoli delle scuole dell’Infanzia e primarie della città. Il Comune di Livorno aderisce all’iniziativa promossa da A.I.C. (Associazione Italiana Celiachia) onlus Toscana “Tutti a tavola, tutti insieme: le giornate del menù senza glutine”, proponendo attraverso il proprio servizio di ristorazione scolastica un menù totalmente a base di alimenti senza glutine. Si mangerà risotto al formaggio e speck, bocconcini di tacchino agli aromi, contorno di verdure fresche e budino al cioccolato. Tutti insieme davanti agli stessi piatti, dunque, in un momento di condivisione e in una giornata simbolo, non solo di una corretta e sana alimentazione, ma anche dell’impegno quotidiano dei Comuni – in questo caso anche del Comune di Livorno – nel garantire ogni giorno un pasto idoneo per tutti coloro che hanno necessità di un regime  alimentare particolare, proprio come i celiaci.

Saranno circa 5500 i bambini livornesi che domani mangeranno gluten -free, così come gli oltre 100 mila bambini dei 55 comuni toscani che hanno aderito all’iniziativa.
“Tutti a tavola, tutti insieme: le giornate del menù senza glutine” rientra  nella Settimana della Celiachia in programma dal 16 al 22 maggio su tutto il territorio nazionale. L’iniziativa di educazione alla diversità alimentare, pensata con l’obiettivo di ridurre il disagio e le difficoltà dei bambini celiaci nella comunità scolastica, é patrocinata da EXPO 2015 che introduce nella riflessione globale  sulla nutrizione del Pianeta anche il tema dell’intolleranza al glutine.
Giovedì 21 maggio, il Servizio di Ristorazione Scolastica proporrà, sempre a tutte le scuole d’infanzia e primarie della città, un “menù con pasta biologica libera terra”. In memoria della strage di Capaci (23 maggio 1992) dove furono barbaramente uccisi il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, e i tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo ed Antonio Montinarodi, si consumerà dunque questa pasta bio, frutto del lavoro delle cooperative che gestiscono le terre confiscate alle mafie.
Il grano usato per produrre questa pasta deriva infatti dal lavoro delle cooperative ma anche degli agricoltori del sud Italia che condividono il progetto di riscatto delle terre confiscate alle mafie. La pasta é prodotta con grano duro coltivato con metodo biologico certificato; dopo annni di sperimentazione sono state selezionate le migliori varietà autoctone per contenuto in glutine e proteine.

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