Inaugurazione del progetto “Sui passi di Modigliani”

mattonella_modiFonte: Ufficio Stampa Comune di Livorno

Sabato 20 giugno, alle ore 19, in occasione della Notte blu a Livorno verrà inaugurato, con un itinerario guidato, il percorso pedonale urbano, promosso dal Comune di Livorno “Sui passi di Modigliani”.
Il percorso è segnalato da 90 piastrelle in bronzo realizzate su progetto dell’Amaranta Service.
L’itinerario guidato parte, in quest’occasione, da via della Madonna, di fronte alla chiesa degli Armeni.
Seguendo le piastrelle, posizionate a distanza di circa 15 metri, possiamo conoscere i luoghi legati a Amedeo Modigliani, dalla Sinagoga, al Mercato Centrale, il Ginnasio Guerrazzi, la casa natale.

Un tracciato di pietre d’inciampo immediato, pratico, fatto per essere perlustrato con soste, approfondimenti, deviazioni, a ritroso in piena autonomia. Sulla falsariga dei “chiodi di Cezanne” ad Aix en Provance le piastrelle Modigliani segnano un itinerario cittadino con lo scopo di rendere omaggio al livornese più famoso al mondo ma anche di far conoscere la città nei suoi aspetti più significativi.
Il percorso parte, in quest’occasione, appunto da via della Madonna, di fronte alla chiesa degli Armeni, procede per via del Giglio con il mercatino delle erbe, e arriva vicino al Mercato Centrale, luogo che sicuramente merita una sosta.

Qui, come ricordava Renato Natali, Modigliani aveva il suo studio, durante una sua permanenza a Livorno, e qui è bello perdersi girovagando tra negozi, banchi in un tripudio di colori, profumi, vocii. Riprendiamo le piastrelle percorriamo via di Franco, da dove possiamo arrivare alla Sinagoga di Livorno, interessante esempio di architettura religiosa moderna, sorta sulle macerie dell’antica Sinagoga considerata la più bella d’Europa. Nell’antica Sinagoga Dedo aveva fatto il bar mitzvà, come scrive di suo pugno nel diario di sua madre Eugeniè Garsin.

Di nuovo, seguendo la M, il percorso arriva in piazza Cavour dove adesso c’è un negozio di oggettistica dove sorgeva il caffè Bardi, luogo di ritrovo degli amici di Dedo, attraversa via Ricasoli con le sue botteghe storiche e giunge alla Casa Natale in via Roma 38. A questo punto possiamo arrivare fino a via Cambini o proseguire verso sud arrivare magari fino al Museo Fattori dove è conservato un quadro attribuito a Modigliani e dove possiamo ammirare opere del suo maestro Micheli e dei suoi amici pittori.

Molti negozianti hanno aderito a questa iniziativa e allestiranno le loro vetrine a tema Modigliani: tra questi la libreria Feltrinelli, l’Hotel Città, Carolina Caffè, ex Talmone, Milchstrasse, Bar Folletto, Bar Novecento, Corcos, Ciampi, Cuccuini, Tosi, Rinaldelli,  Tabaccheria Avellino De Pelletti, Profumeria Camelia, Cataldi, Martinelli, Strauss, Assolo e molti altri stanno dando la loro adesione. Molte vetrine ospiteranno una riproduzione, opera dell’artista Massimo Signorini.

Mondanelli ha indetto un concorso di pittura per bambini con tanto di premio finale.

Sarà presente anche l’attore Michele Crestacci con una sua breve performance.

Per informazioni Amaranta Service 320.8887044. L’iniziativa è aperta a tutti.

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Amedeo Modigliani & Livorno

Livorno è centrale per l’approfondimento di questo artista, sia perché è la città che gli ha dato i natali, sia perché, qui ha studiato, è divenuto un ebreo adulto attraverso la celebrazione del bar mitzvà nell’antica sinagoga di Livorno nel luglio del 1897, qui si è formato nelle scuole di pittura, qui ha tessuto le sue amicizie giovanili. I suoi parenti materni, i Garsin sono a Livorno dalla fine del ‘700 ed i suoi nonni paterni dal 1849.

I Modigliani abitavano in via Roma 38 in una zona residenziale, “in un quartiere tranquillo e in una casa ridente” così scrive Eugenia Garsin nel suo diario, accanto ad altre famiglie della borghesia livornese ebraica, proprio a pochi metri da loro sorgeva la lussuosa villa della famiglia Attias, una delle più importanti famiglie di ebrei livornesi. A testimonianza di questa villa è rimasto il nome della piazza dove da poco è stata collocata un’istallazione, opera di Renato Spagnoli.

Il 12 luglio di 130 anni fa nasceva Dedo nella palazzina di via Roma 38, allora via della Barriera Maremmana, il parto di Eugenia è passato alla storia, ed è stato anche rappresentato nei film dedicati all’artista. Mentre la madre ha  le doglie arriva  un ufficiale giudiziario per pignorare i beni della famiglia, ma un’antica consuetudine stabiliva che non si potesse toccare il letto di una partoriente allora tutta la famiglia concorre nel gettare più cose possibili sopra e sotto il letto di Eugenia per salvarle dal pignoramento.

Questa palazzina di via Roma era molto amata da Eugenia Garsin che ricorda: la casa di via Roma molto grande piena di domestici, i pasti pantagruelici e sempre la  tavola imbandita per un’infinità di parenti e amici romani. Anche il padre di Eugenia,  Isacco Garsin, che abitava a Marsiglia spesso soggiornava a Livorno in casa Modigliani e ogni giorno portava a spasso il piccolo Dedo lungo i fossi, alla stazione a veder partire i treni a vapore,  al porto, al mercato del pesce.

Di questa famosa casa è rimasto il piano nobile che conserva intatto il fascino di un appartamento della borghesia ebraica livornese con i suoi pavimenti in graniglia decorati a motivi floreali e geometrici, le porte in legno laccato, le piccole maniglie di ottone, le persiane alla livornese, il vecchio lavello in marmo e le dispense in muratura in cucina. Il salone centrale si è trasformato nel tempo in una mostra permanente di artisti contemporanei che hanno voluto rendere omaggio al grande artista livornese.  Tra questi Tano Festa, Mimmo Rotella, Mark Kostabi, Enrico Baj, Mario Madiai, Raffaele De Rosa , Pietro Cascella.

Questa casa era assiduamente frequentata da Rodolfo Mondolfi, studioso di classici  e docente al Liceo classico e da suo figlio Uberto che Eugenia considera il suo quinto figlio e che diventerà sindaco di Livorno di ispirazione socialista. In una lettera datata dicembre 1919 Dedo scrive alla madre ..A quanto pare Uberto si lancerà in politica….Si lanci pure.

Dedo frequenta  il Ginnasio Guerrazzi,  in via Ernesto Rossi, a pochi passi da casa, ma in seguito a problemi di salute abbandona gli studi classici per andare a scuola da Guglielmo Micheli, giovane allievo dell’Accademia di Firenze dove insegnava Fattori, che aveva aperto una scuola di pittura vicino a via Roma.

Da Micheli studiavano Gino Romiti, Oscar Ghiglia, Aristide Sommati, Benvenuto Benvenuti, Renato Natali, Llewelyn Lloyd, Manlio Martinelli, Lando Bartoli, che divennero presto gli amici più cari di Dedo. Eugenia Garsin scrive alla figlia Margherita: Dedo sta fuori tutto il giorno da un amico che ha uno studio. L’amico era Gino Romiti.

Un altro caro amico  è Oscar Ghiglia con il quale frequenta la Scuola libera di nudo di Firenze, sotto la guida di Giovanni Fattori, i due livornesi hanno il privilegio di avere  libero accesso al famoso studio del grande pittore. Questo rapporto confidenziale è immortalato da una foto che si trova a casa Modigliani dove si vede il giovane Dedo che abbraccia Fattori e ride guardando l’obbiettivo del fotografo. Renato Natali sostiene che Modigliani amava camminare nei rioni più popolari di Livorno. Per Romiti il vero erede di Fattori è Mario Puccini, ma anche Modigliani che conserva nel disegno il gusto per la linea limpida.

Modigliani torna a Livorno nel 1909, nel 1910 e nel 1913, frequenta gli studi dei suoi amici, il primo luogo dove si fa vedere quando torna a Livorno è il caffè Bardi, il famoso caffè degli Scapigliati livornesi in piazza Cavour dove adesso c’è una banca. A Livorno durante l’ultimo soggiorno ha uno studio in via Gherardi del Testa, in un palazzo di fianco al Mercato delle vettovaglie.

Da Livorno invia una serie di cartoline al suo amico Paul Alexandre, i soggetti sono il porto, il Romito, gli Scali D’Azeglio, la Venezia con i navicelli. Soutinne diceva di lui: quando la sera il livornese, nuovo Socrate, dispensava la saggezza agli amici, non osavo seguirlo che da lontano.

Livorno ricorda Amedeo Modigliani con una lapide posta sulla facciata della palazzina di via Roma, che riporta questa scritta: Qui ebbe in dono vita ingegno virtù il pittore. Il municipio di Livorno nel settantacinquesimo della nascita 12 luglio 1959.

Un’altra lapide è conservata al Famedio di Montenero dove riposano gli illustri livornesi, nel parco della  villa Fabbricotti nel 1955 è stato posto un busto bronzeo che rappresenta Modigliani, opera dello scultore Vitaliano De Angelis. Anche una strada è dedicata a Modigliani , nel quartiere delle Sorgenti.

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