Rotatoria in Piazza Giovine Italia, le osservazioni dell’Aci

Logo_AciNell’unico incontro intercorso mesi fa dai vertici dell’AC Livorno con l’allora neoeletto Assessore comunale alla Mobilità Gordiani, l’argomento rotatoria nell’area antistante all’Istituto Nautico venne affrontato in maniera veloce e marginale, considerata la comunione di idee espressa al tempo circa l’inutilità di porre in essere tale opera.

Oggi invece, attraverso la cronaca riportata dai quotidiani locali, leggiamo  che l’Amministrazione Comunale ha più o meno gradualmente invertito di 180 gradi la propria visione sulla questione e che i lavori per la rotatoria hanno già visto addirittura la luce.

Esaurita tale premessa, l’AC Livorno ritiene doveroso formulare almeno un paio di riflessioni sul tema.

Un intervento delicato. Innanzitutto, vogliamo augurarci che la progettazione di un’opera tanto importante in una zona così limitrofa al centro cittadino e al cuore pulsante del commercio livornese, sia stata oggetto di uno studio approfondito da parte di esperti, addetti ai lavori e professionisti del settore mobilità. Nel processo di assunzione di una decisione che speriamo davvero sia stata ponderata, vogliamo credere che il principio della fattibilità del progetto abbia rappresentato una priorità anche rispetto al criterio della necessità di riorganizzazione del traffico nell’area che sarà interessata dal massiccio intervento. Sulla questione della rotatoria che dovrebbe sorgere a breve in Piazza Giovine Italia, facciamo fatica a comprendere l’obiettivo che l’Amministrazione si prefigge attraverso la realizzazione di tale opera.

No alle barricate. Al contempo, il secondo pensiero che sorge di conseguenza è di natura politica e intende spezzare una lancia a favore della stessa Amministrazione: la cittadinanza si è ormai abituata alla protesta a priori, contro qualsiasi istanza che punti a cambiare l’attuale stato di cose.

La democrazia si basa sul fatto che a governare sia una maggioranza legalmente eletta cui, appunto, i cittadini elettori, ha dato mandato al governo della cosa pubblica. L’opposizione ha sempre il diritto di esprimere il proprio dissenso nelle sedi istituzionali appropriate ma non si può ricorrere sempre e comunque allo strumento tout court della barricata.

Gli errori progettuali. Ciò non toglie che, per tornare sul mero piano tecnico, sussistano delle perplessità progettuali: la riduzione delle carreggiate nella direttrice che conduce i mezzi da nord verso sud, ideata al fine di liberare spazio destinato alla creazione di una pista ciclabile, appare infatti una scelta poco assennata. Specialmente considerato il flusso di veicoli che transita nel corso della giornata, attraverso un tratto stradale per conformazione simile già per sua natura ad una sorta di imbuto.

In aggiunta poi osserviamo come la corsia che conduce da nord a sud e che dalle parole di chi protesta contro il progetto viene descritta come ‘un rettilineo’, qualora corrispondesse al vero nella realtà, trasgredirebbe apertamente i dettami della sicurezza stradale. Infatti, da qualsiasi ingresso ci si trovi ad affrontarle, le rotatorie devono obbligatoriamente costringere il guidatore a rallentare la velocità, in modo da metterlo nelle condizioni di concedere le dovute precedenze. Una condizione che al contrario, per sua stessa natura, la corsia rettilinea non è in grado di creare, lasciando così inalterata (se non addirittura aumentando) la situazione di rischio.

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