il Comune di Livorno ospita l’Unicef per i 30 anni della Convenzione sui diritti dell’infanzia

 

 

Fonte: Unicef

La mattina dello scorso 23 Novembre presso la Sala consiliare del Palazzo comunale di Livorno si è tenuta, alla presenza del Sindaco, di rappresentanti delle scuole cittadine, dell’UNICEF e dei Vigili del Fuoco, una cerimonia per celebrare i 30 anni della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Nel corso dell’evento hanno preso la parola, fra gli altri, il Sindaco di Livorno Luca Salvetti, la vicesindaca Monica Mannucci e il Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo. DI seguito il suo intervento.

«La Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approvata all’unanimità dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, è il trattato sui diritti umani maggiormente ratificato al mondo e in 30 anni è stata determinante nel migliorare la vita di bambini, bambine e adolescenti.

La Convenzione ha ispirato i Governi a adottare nuove leggi e stanziare nuovi fondi per aumentare l’accesso dei bambini ai servizi e godere dei propri diritti. Ha contribuito a cambiare la percezione sull’infanzia e l’adolescenza, garantendo a bambini e ragazzi un nuovo protagonismo.

In questi 30 anni, molti sono i traguardi raggiunti, ma sono ancora molte le sfide da affrontare, anche dal nostro paese, che deve dare continuità ad investimenti e politiche efficaci capaci di fare la differenza nella vita di bambini e adolescenti

I traguardi si raggiungono anche con le buone pratiche, e la città di Livorno ne è un prezioso esempio: una città multiculturale da sempre, che ha fatto dell’accoglienza e dell’inclusione delle fasce più deboli la sua bandiera, una bandiera che mi auguro la nuova amministrazione saprà tenere sempre alta con orgoglio.

Ricordando la drammatica alluvione di due anni fa, vorrei rivolgere il mio più caloroso abbraccio a tutta la città ed al Comando dei Vigili del Fuoco, nostri Ambasciatori di Buona Volontà, che senza sosta si è speso per limitare i danni e per ricostruire quanto andato perduto. Ricordo anche, dopo la tragedia, l’impegno dei tantissimi ragazzi e ragazze che, spontaneamente, si sono rimboccati le maniche ed aiutato i loro concittadini, con energia e spirito leggero, genuino: da quella loro gioia e dal loro altruismo dobbiamo tutti noi imparare, per quei sorrisi dobbiamo batterci per garantir loro un paese sempre migliore e più rispettoso dei loro diritti.»

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